Sono una ventina i centri interculturali attivi in Emilia-Romagna, molti già inseriti nella rete regionale avviata nel 2003 per migliorare i servizi al territorio nell´ambito delle politiche di integrazione a livello locale. Esperienza istituzionale, ma anche privato sociale all´origine di strutture che operano per garantire un effettivo esercizio di diritti e per l´accesso ai servizi da parte degli stranieri.
Per la prima volta il ruolo e le funzioni dei centri interculturali vengono esplicitamente riconosciuti dalla Legge regionale 5 del 24 marzo 2004 (art. 17 - Interventi di integrazione e comunicazione interculturale), che impegna l´Emilia-Romagna a elaborare politiche attive di sostegno ai centri. E non finisce qui, perché un paragrafo tematico sulle politiche interculturali è presente anche nel primo Programma triennale 2006-2008 per l´integrazione sociale dei cittadini stranieri.
Tra gli obiettivi in agenda, consolidare ed estendere le esperienze per attivare in ogni dimensione territoriale provinciale almeno un centro interculturale, e costruire nuovi percorsi di collaborazione attiva dei centri con altre reti tematiche (antidiscriminazione, politiche giovanili, scuola, servizio civile, asilo) e più in generale con il sistema dei servizi pubblici esistenti.
Dialogo interculturale, visibilità sociale e partecipazione sono le parole d´ordine del centro, che sostiene lo sviluppo di realtà associative fornendo loro un luogo di ritrovo e aggregazione, ma non solo. Lo Zonarelli, infatti, è promotore di iniziative che coinvolgono l´intero territorio - a partire dai parchi e dalle scuole del quartiere - impegnando attori di culture diverse. Protagoniste, in particolare, le donne migranti, alle quali vengono offerte occasioni di incontro e di emancipazione: dai corsi di italiano ai laboratori di scrittura creativa, alle lezioni di danza e di cucito.
Il CD/LEI supporta le scuole nei percorsi interculturali attraverso corsi e seminari per docenti e operatori sociali sulle metodologie didattiche per l´inserimento degli allievi stranieri, sui temi della cittadinanza, dell´educazione allo sviluppo e ai diritti umani e delle pari opportunità. Al centro delle attività del laboratorio anche la valorizzazione e lo scambio delle buone pratiche interculturali dei servizi educativi locali, nazionali e internazionali tramite la promozione del lavoro di rete e la partecipazione a network locali e transnazionali. La consulenza interculturale passa dallo sportello dedicato, così come le informazioni al pubblico sul diritto all´istruzione per minori stranieri.
Individuare, promuovere e costituire supporti scientifici, culturali e strumentali a favore di istituzioni e soggetti pubblici e privati per l´integrazione delle persone disabili. Ecco la missione del centro, che da cinque anni promuove, nei comuni di Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monte San Pietro, Monteveglio, iniziative di integrazione degli alunni stranieri e riflessioni sulle tematiche interculturali in collaborazione con il Cd/LEI di Bologna, la Commissione Pari Opportunità Mosaico Zona Bazzanese (laboratori scolastici e formazione operatori) e l´Ausl-Bologna Sud (inserimenti scolastici e lavorativi).
Centro interculturale delle donne, questa la definizione di Trama di terre, nata nel 2001 dall´associazione che le ha dato il nome: uno spazio per favorire lo scambio tra donne native e migranti attraverso la formazione sulla mediazione linguistica culturale per operatori di servizi pubblici e del privato sociale, corsi di cucina, sartoria e mediazione linguistica, organizzazione di seminari sull´identità di genere e l´inclusione sociale.
Nasce nel 1999 e ospita oggi 33 associazioni di cui 20 straniere o miste, il resto italiane. Come loro, tante altre possono contare su uno spazio che garantisce accoglienza e formazione, consulenza per le procedure di costituzione, ospitalità per attività associative. Tra le iniziative del centro anche corsi di lingua per minori, eventi interculturali come lezioni magistrali, presentazione di libri e seminari.
Garantire a tutti i cittadini stranieri l´accesso e l´uso dei servizi educativi e scolastici sostenendo l´accoglienza e l´integrazione degli alunni stranieri, l´apprendimento dell´italiano come seconda lingua, l´educazione interculturale, con un occhio alla prevenzione del disagio, dell´abbandono e della dispersione scolastica. Destinatari docenti, educatori e studenti, ai quali è riservata l´Area Intercultura all´interno di Memo, il centro per i servizi educativi del Comune e di numerose realtà locali pensato per favorire l´integrazione tra scuola e territorio.
Un laboratorio di incontro per le diverse culture presenti nella zona, un ambiente dove riunirsi e trovare risposta ai bisogni più diversi: dalla mediazione linguistica ai corsi di lingua di origine e italiana, passando dalla conoscenza dei servizi del territorio. La struttura di Piacenza offre anche un servizio di coordinamento per realizzare iniziative ricreative proposte dai gruppi attivi a livello locale. Una pubblicazione periodica informa sulle attività previste dal centro.
È stato aperto nel 1998 dal Comune di Cesena, per offrire opportunità di incontro, di informazione e di orientamento, in particolare alle donne immigrate, attraverso corsi di italiano, consulenze, incontri con operatori dell´Asl (pediatri, ginecologhe, ostetriche), operatori sociali del Comune, enti di formazione e rappresentanti del mondo associativo e del volontariato locale.
E´ punto di riferimento per attività e progetti di mediazione culturale nelle scuole, secondo le modalità condivise all´interno della rete nazionale dei centri interculturali, di cui fa parte.
Un servizio interistituzionale tra i Comuni di Ravenna, Cervia e Russi per favorire l´integrazione socioculturale dei cittadini stranieri. Attivo dal 2001, il centro opera soprattutto nel mondo della scuola offrendo formazione e consulenza a insegnanti su progetti di educazione interculturale e di prima accoglienza per bambini stranieri, ma anche laboratori didattici, mediazione linguistico culturale, corsi di italiano, concessione di spazi a gruppi, associazioni e singoli cittadini.
Favorire la partecipazione degli stranieri ai processi di cittadinanza attiva in una logica di costruzione di rete con le associazioni di immigrati, i servizi dell´Ente, il volontariato e i singoli cittadini. Per farlo Mondinsieme mette in campo laboratori educativi a sostegno del pluralismo culturale tra studenti e campagne per sensibilizzare l´opinione pubblica sulla diversità tra culture.
Formazione, consulenza e documentazione sono le attività principali di Prometeo, che da oltre 15 anni si rivolge a insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici, laureandi, funzionari di enti pubblici e privati, operatori del privato sociale. Tra i servizi offerti, accoglienza degli studenti stranieri nelle istituzioni scolastiche, insegnamento dell´italiano come lingua straniera, pedagogia interculturale e gestione delle classi multietniche.
Un punto di incontro tra immigrati e italiani, soggetti pubblici e del privato sociale impegnati per l´integrazione e la convivenza. Ecco il ritratto della Casa dell´intercultura, che dal 2004 provvede all´informazione, orientamento e assistenza per gli immigrati e i loro datori di lavoro, ma non solo. Tra i servizi proposti, la scuola di alfabetizzazione per adulti, la mediazione linguistico culturale per le scuole, la biblioteca multilingue, corsi di lingua madre per bambini stranieri e la mediazione interculturale alla casa circondariale di Rimini.
Luogo di incontro fra cittadini italiani e stranieri, luogo di conoscenza, scambio e contaminazione tra culture, in uno spazio partecipativo ed inclusivo il cui obiettivo prioritario è conoscere e favorire lo scambio di culture, attraverso il dialogo e il confronto. Tra i servizi proposti, corsi di italiano, informatica, musica e corsi di formazione.