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Prostituzione

Le azioni di sistema della Regione Emilia-Romagna

Le azioni di sistema, finalizzate al sostegno della rete territoriale, coordinate e realizzate dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’associazione Città Meticcia di Ravenna, si sviluppano nelle seguenti attività:
• realizzazione di misure di sostegno per l’intera rete regionale;
• organizzazione di momenti strutturati di ascolto e scambio tra le figure operative;
• implementazione del sistema informatizzato per la raccolta dati;
• monitoraggio del progetto e valutazione delle azioni.

Azioni di coordinamento
1. Incontri del Comitato Tecnico di Coordinamento, costituito dai referenti degli Enti Locali  che sono titolari e soggetti attuatori di progetti nell’area della lotta alla tratta e allo sfruttamento;
2. Organizzazione di momenti strutturati di ascolto e di confronto (Focus group su temi di volta in volta individuati, rivolti sia ad operatrici/operatori delle Unità di Strada che delle strutture di accoglienza) che coinvolgono i soggetti che lavorano a vario titolo nei progetti costituendo le reti locali . Tali reti sono composte da soggetti eterogenei quali associazioni di donne (in particolare dalla rete delle case delle donne contro la violenza), istituti religiosi, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di stranieri e servizi sociali e sanitari territoriali.
3. Nell´ambito del Comitato Tecnico di Coordinamento è stata inoltre individuata (ed avviata) una ulteriore metodologia operativa basata sulla costituzione di Gruppi di Lavoro su specifici temi e progetti.
Sono attualmente operativi due gruppi di lavoro:
- gruppo di lavoro per la “manutenzione” dello strumento informatico (“gruppo database”) omogeneo per la rilevazione dei dati e per la produzione dei report trimestrali, semestrali, annuali. All’interno di tale gruppo sono stati tarati i necessari aggiustamenti al sistema informatico, resi necessari dalla introduzione dei progetti ex articolo 13;
- gruppo di lavoro di approfondimento sugli aspetti più recenti del fenomeno della prostituzione, dello sfruttamento e dei percorsi di presa in carico, con particolare attenzione al fenomeno della prostituzione sommersa  (“gruppo prostituzione invisibile”).

Azioni di formazione
Sono state realizzate diverse iniziative formative, rivolti a:
• referenti tecnici degli Enti Locali partecipanti al Progetto;
• coordinatori/trici dei progetti degli enti locali e delle organizzazioni del privato sociale e del volontariato;
• operatori/trici e volontari/e dei progetti di accoglienza e di sostegno all´uscita dalla prostituzione, operatori/trici delle Unità di Strada, mediatori/trici linguistico-culturali, educatori/trici pari, volontari/e.
Si citano, a titolo d’esempio, gli argomenti delle più recenti iniziative:
a) giornata di aggiornamento e formazione dedicata al tema della prostituzione maschile, realizzata con la collaborazione del M.I.T. di Bologna;
b) percorso formativo, dedicato all’ “l’approccio etnopsichiatrico ed etnopsicologico”: l’obiettivo è stato quello di presentare gli elementi fondamentali dell’approccio etnopsicologico ed etnopsichiatrico, ritenuto imprescindibile nei contesti considerati ; sotto il titolo “Sguardi antropologici, strumenti interculturali e approcci etnopsichiatrici per ripensare la migrazione femminile, la tratta, la prostituzione” sono state organizzate giornate di formazione e discussione, chiamando relatori in grado di indicare le principali prospettive dell’ambito disciplinare di riferimenti.
c) formazione congiunta per operatori sociali e forze dell’ordine”. Si è trattato di un corso di formazione congiunta, di 70 ore, finanziato con fondi esterni al progetto, e realizzato dal Comune di Reggio Emilia con la collaborazione dell’ente Ageform nel periodo marzo-giugno 2007. rivolto sia ad operatori sociali che a membri delle forze dell’ordine. L’obiettivo era quello di:
• parlare di tratta da più punti di vista: normativo storico, culturale, fenomenologico, convocando relatori provenienti da formazioni, professionalità, aree di attività anche molto diverse proprio per dare l’idea della complessità del tema in sé e per riflesso della complessità dell’intervento;
• permettere ad operatori che intervengono sullo stesso fenomeno ma da punti di vista differenti di incontrarsi per scambiarsi non solo informazioni ma anche proprio i rispettivi sguardi, per favorire poi la collaborazione quando operativamente i casi vanno gestiti.
Tre sono state le dimensioni principali considerate: culturale (nell’ottica dell’antropologia culturale); giuridica (impianto normativo, nazionale, internazionale, storia della legislazione, analisi dei riflessi sul livello investigativo e sul livello processuale); sociale, con particolare attenzione alla dimensione delle vittime (chi sono le vittime di tratta, sia nel campo della prostituzione sia nell’ambito dello sfruttamento lavorativo, che nell’accattonaggio). Considerata l’eterogeneità del target del corso, c’è stata una grande attenzione nel costruire i momenti di aula in modo che questo dato fosse ben tenuto presente negli interventi dei relatori; i relatori sono stati tutti estremamente all’altezza, i partecipanti si dicono soddisfatti.
In aula c’erano assistenti sociali, volontari, operatori che lavorano nell’Accoglienza, volontari che collaborano con Avvocati di strada, operatori di diversi progetti del Comune, che lavorano nelle tossicodipendenze, nell’educativa di strada con i giovani, negli interventi di inserimento socio-lavorativo per persone svantaggiate; per quanto riguarda le forze dell’ordine, vi è stata la partecipazione costante di agenti di polizia municipale. L’elemento metodologico caratterizzante il percorso è stato il partire da casi concreti.

Attività di aggiornamento permanente del Centro Risorse
L’ufficio regionale, in collaborazione con l’associazione Città Meticcia, cura le attività del Centro Risorse finalizzato all´informazione, all´aggiornamento e alla divulgazione di documentazione.
Le attività di diffusione e trasferimento vengono promosse attraverso:
• la produzione di materiali di documentazione tematici;
• la produzione di rassegne stampa;
• l’elaborazione di materiali informativi indirizzati a persone vittime di tratta, sfruttamento, e accattonaggio, che rimandano al Numero Verde  nazionale; tale materiale è attualmente in fase di produzione.
• la produzione di rapporti sulle attività realizzate da ogni progetto territoriale.

Azioni di sistema
Sistema di progettazione: sostegno e accompagnamento a tutta la rete regionale nella progettazione e realizzazione di altri interventi e progetti in collegamento con i programmi di protezione sociale.
Sono stati approfonditi, anche tramite consulenza on line, coordinata dall’ufficio regionale, rivolgendosi ai consulenti esperti delle tematiche in questione, gli aspetti:
• informatici connessi all’implementazione del database regionale;
• fiscali e rendicontali.
Questo ultimo aspetto in particolare è stato curato con grande attenzione, predisponendo uno strumento di rendicontazione ad hoc, elaborato dal consulente della rete, con la collaborazione dei diversi referenti amministrativi territoriali.

Azioni di networking
Azioni volte a rafforzare il ruolo progettuale e contrattuale delle reti locali sia per aree geografiche (livello regionale, nazionale ed europeo) che per aree problematiche (Questura, problemi sanitari, problemi di inserimento lavorativo, rapporti con Ambasciate e Consolati).