E’ finalizzato a:
1. individuazione delle migliori prassi nei seguenti ambiti: a) individuazione delle vittime di tratta, raccolta delle deposizione e successivi accertamenti, b) assistenza e protezione sociale delle vittime, c) tutela della sicurezza e dei diritti delle vittime che collaborano con la giustizia nelle diverse fasi processuali;
2. elaborazione e ratifica di protocolli di cooperazione locale e tra i membri della rete.
La metodologia prevede la costituzione di 7 gruppi locali (Italia-Spagna-Francia-Slovenia-Croazia-Romania-Albania), ognuno composto da rappresentanti dell´area sociale, della magistratura e della polizia, per un totale di 50 membri, punti rete per i sistemi nazionali di referral e per la rete europea.
Italia, Slovenia, Albania, Spagna, Francia, Romania, Croazia, rappresentano paesi di origine, transito, arrivo per il traffico di donne e minori finalizzato allo sfruttamento sessuale. La lotta alla tratta e l´assistenza alle vittime richiede un approccio integrato tra le istituzioni e le Ong preposte all’attuazione delle normative vigenti e finalizzato all’organizzazione e alla concertazione degli interventi volti alla individuazione, protezione, sostegno e tutela delle vittime. In Europa esiste un´ampia molteplicità di modelli e pratiche locali che spesso in assenza di integrazione tra le azioni coinvolte si traducono in un allungamento dei tempi di emersione e in vere e proprie situazioni di sofferenza per le vittime nelle diverse fasi di uscita dalla condizione di sfruttamento: accoglienza, denuncia, rilascio titolo di soggiorno, iter processuale, inserimento socio-lavorativo, autonomia abitativa. La non formalizzazione di procedure di collaborazione tra magistratura e forze dell´ordine preposte al contrasto delle reti criminali e soggetti pubblici o privati responsabili dell´ assistenza alle vittime, spesso ha pesanti ricadute negative sia rispetto alla tutela dei diritti delle vittime, sia rispetto alla prevenzione e lotta contro la criminalità organizzata. Le vittime, infatti, sono una delle fonti principali per conoscere e contrastare i crimini. Inoltre,qualora sostenute, informate e protette diventano fondamentali anche per la realizzazione dei processi. Questo scenario, senza cooperazione tra gli attori coinvolti nella tutela dei diritti delle vittime e al contrasto della tratta, gioca esclusivamente a favore delle reti criminali le quali operano a livello transnazionale, diversificano velocemente investimenti, modificano struttura strategie e organizzazione propria nonché dello sfruttamento per penetrare mercati nuovi e sempre più redditizi.
Obiettivi:
1. Sperimentare un modello di rete di cooperazione europea nella lotta al trafficking fondato sui diritti delle vittime atto ad identificare le migliori prassi in merito alla individuazione,sicurezza, tutela e integrazione sociale delle vittime.
2. Rafforzare e allargare la rete tra i partner ENaT (AGIS 2004) mediante la ratifica di protocolli di cooperazione locale e transnazionali e la costruzione di strumenti per lo scambio di informazioni.