Servizio civile
Un servizio civile per tutti
Le caratteristiche e le novità del Servizio civile volontario in Emilia-Romagna.
Azioni a sostegno del servizio civile nazionale (informazione, formazione, programmazione, riconoscimenti, etc.), valorizzazione dell´esperienza più che trentennale maturata nell´obiezione di coscienza, sviluppo delle risorse presenti nella comunità regionale, ancoraggio del servizio civile al territorio, con i suoi bisogni e le sue disponibilità.
Un Servizio civile aperto anche ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni, agli adulti e agli anziani, riconoscimento delle attività svolte in qualità di volontari e obiettori di coscienza come crediti formativi per l´università e l´accesso al mondo del lavoro, iniziative di formazione per i volontari e i responsabili dei progetti, allargamento del servizio civile a nuovi settori d´impiego, ulteriore sostegno alle missioni umanitarie all´estero. E ancora iniziative di sensibilizzazione alla pace e all´impegno civile nelle scuole.
Sono le principali novità della nuova legge regionale che ridisegna il panorama del servizio civile in Emilia-Romagna, approvata nell´ottobre 2003 dal Consiglio regionale.
Il Servizio civile regionale nasce a quasi quattro anni dalla precedente legge regionale in materia ed è frutto dell´esigenza di elaborare una nuova normativa in previsione della prossima sospensione dell´obbligo di leva e per sostenere e valorizzare ulteriormente le novità introdotte con l´istituzione del servizio civile nazionale, tenendo conto anche delle peculiarità della realtà locale.
Nell´ambito dei posti da volontari finanziati esclusivamente con fondi regionali gli aspetti integrativi rispetto alla normativa nazionale riguardano l´accesso al servizio civile per i ragazzi più giovani, per gli stranieri e i cittadini extra-comunitari poiché la cittadinanza italiana non è un requisito indispensabile per prestare servizio in Emilia-Romagna. Un aspetto che coinvolge anche i cittadini sammarinesi interessati a impegnarsi per esempio nelle strutture del riminese. Altra novità è la possibilità per i dipendenti regionali di richiedere l´aspettativa e l´orario part-time per partecipare a progetti di servizio civile messi a bando sul territorio.
Uno degli obiettivi fondamentale della legge è il sostegno alla diffusione del servizio civile svolto dai volontari e dagli obiettori di coscienza, tutelando i giovani che in futuro sceglieranno ancora la strada dell´impegno volontario nel sociale.
Chi può svolgere il servizio civile regionale
Il servizio civile regionale intende coinvolgere direttamente le persone durante l´intero arco della loro vita: dai bambini ai ragazzi che stanno adempiendo l´obbligo formativo, dagli adulti agli anziani che hanno magari tempo e interesse a sentirsi utili agli altri. Oltre ai giovani tra i 18 e i 28 anni (è la fascia di età individuata a livello nazionale per svolgere il servizio civile, che resta prioritaria), potranno proporsi come volontari presso gli enti del territorio emiliano-romagnolo anche:
- adulti e anziani su progetti specifici;
- ragazzi tra i 15 e i 18 anni, con progetti estremamente flessibili sul "campo" durante l´anno scolastico o nella pausa estiva.
Per i giovani, l´esperienza maturata si tradurrà in una "dichiarazione delle competenze" da fare valere come credito formativo, sulla base di convenzioni da stipulare con le università e con soggetti del mondo del lavoro. L´esperienza potrà andare quindi ad arricchire il libretto formativo dello studente (previste dalla LR 12/2003).
In collaborazione con l´Ufficio Scolastico regionale e con i singoli istituti sono previste iniziative di sensibilizzazione ai temi della pace, della solidarietà e della partecipazione sociale nella fascia di popolazione scolastica più giovane, tra gli insegnanti e le famiglie.
Rispetto alla normativa nazionale, si ampliano anche i settori di impiego degli obiettori e dei volontari: oltre all´assistenza socio-sanitaria, alla salvaguardia del patrimonio artistico, all´educazione, alla tutela dell´ambiente, alla protezione civile, sarà possibile partecipare a missioni umanitarie e svolgere attività che comportino la tutela dei diritti sociali e l´esercizio della nonviolenza in tutte le sue forme. La legge regionale prevede poi interventi integrativi al servizio civile nazionale, come la gratuità delle prestazioni sanitarie ai volontari, relativamente agli esami medici richiesti o collegati all´attività svolta e l´adeguata valutazione dell´esperienza di servizio civile nei concorsi indetti dalla Regione, con la possibilità che altri enti pubblici locali attivino un analogo riconoscimento.
La nuova legge istituisce inoltre l´elenco regionale degli enti di servizio civile, dove sono iscritti i soggetti accreditati a livello regionale a proporre e realizzare progetti con il coinvolgimento di obiettori di coscienza e volontari del servizio civile. Ulteriormente valorizzata la Consulta regionale per il servizio civile con la funzione di organo consultivo della Giunta e di nuova istituzione anche un fondo regionale apposito, in aggiunta alle risorse statali e comunitarie.
Viene ribadita anche la centralità dei Coordinamenti provinciali, per i quali la legge definisce meglio le competenze e gli ambiti di autonomia: i Coordinamenti hanno infatti la funzione di valorizzare le risorse presenti sul territorio, promuovere i progetti e verificarne l´andamento. Tra le competenze di queste strutture provinciali anche l´attivazione di sportelli informativi per i giovani e il sostegno agli enti per la formazione rivolta a obiettori, volontari e responsabili degli enti.