02/07/2008
Bologna
Crescono i residenti in Emilia-Romagna. Al primo gennaio 2008 ne risultano 4.275.843, che vuol dire 52.258 in più (1,2%) rispetto al 2007. In aumento i bambini, i giovani fino a 23 anni e gli ultraquarantenni, ma il trend è ancora più marcato per gli over 80. Questi alcuni dei dati emersi dalla rilevazione realizzata a cura del Servizio Controllo strategico e statistica della Regione in collaborazione con gli Uffici di Statistica o delle Politiche sociali di Province e Comuni.
Nel decennio appena trascorso la popolazione residente è aumentata dell’8,3 %, per un totale di quasi 329mila persone. In particolare, rispetto al 2007, crescono maggiormente i residenti nelle province di Reggio Emilia (1,7%), Ravenna (1,6%) e Rimini (1,4%), mentre l´incremento di popolazione è più contenuto a Ferrara (0,7%) e a Bologna (1%). Anche nei comuni di montagna si assiste a una lieve ripresa della popolazione dello 0,7%, seppur non generalizzata, dovuta soprattutto all’incremento della popolazione straniera. In pianura l´aumento è di circa l´1,3%.
Crescono rispetto al 2007 in modo significativo i minori, in particolare fino a 10 anni, per effetto del consistente aumento delle nascite registrato a partire dal 1995. Da allora fino allo scorso anno l’Emilia-Romagna è la regione che ha segnato la maggiore variazione positiva del numero di nati.
Non si femano gli anziani - soprattutto ultraottantenni - che crescono di 8.039 unità (+ 2,8%), due terzi dei quali sono donne. A + 6.887 unità (circa lo 0,7% rispetto all´anno precedente) gli over 65, con punte in Romagna anche se le zone dal maggior peso percentuale di anziani rimangono la montagna in generale e il Ferrarese.
L´indice di vecchiaia (rapporto tra anziani e giovani) continua a diminuire per effetto della crescita più sostenuta della componente giovanile: a gennaio 2008 si contano 176,8 persone con 65 anni e oltre ogni 100 giovani fino a 14 anni (erano 180,2 l’anno scorso e 197,2 dieci anni fa). Nel corso del 2007 diminuisce anche lievemente il rapporto tra gli anziani e gli adulti in età lavorativa (15-64 anni), segnando un arresto della tendenza alla crescita riscontrata nel decennio: al primo gennaio 2008 sono 35,1 persone con 65 anni e oltre ogni 100 adulti in età 15-64 anni (35,2 nel 2007 e 32,1 nel 1998).
Confermata la crescita consistente degli stranieri, 365.720 a gennaio 2008 con un + 15% sul 2007. Cifra che rimanda all’attrattività del mercato del lavoro regionale, dove si registra il più basso tasso di disoccupazione in Italia, e all´effetto dei saldi migratori soprattutto con l’estero.
Oggi gli stranieri sono 8,6 per ogni 100 residenti (lo scorso anno erano il 7,5%) con le massime incidenze percentuali nelle province di Reggio Emilia (10,3%), Piacenza (10,1%) e Modena (9,9%), le stesse dove è superiore al 9% la quota di donne straniere.
Concentrati soprattutto in pianura e nelle aree a forte presenza di attività manifatturiere e agricole, ma le percentuali salgono anche in collina e in montagna.
Tra le comunità più rappresentate la marocchina (56.919 residenti, + 6,1% sul 2007), l´albanese (48.074, + 8,6%) e la rumena (41.651, + 91%).
Sotto i 45 anni l’83% degli stranieri residenti, un terzo ha meno di 25 anni, un quarto meno di 20 anni, con le donne che pesano nel complesso per il 49,4% sul totale. Ma la presenza femminile supera talvolta quella dei maschi in particolari classi di età (per esempio tra i 20 e i 29 anni) e in alcune Provincia (Ferrara Rimini e Bologna).
Da uno sguardo al futuro, secondo le tendenze evolutive evidenziate anche dalle previsioni demografiche al 2051 diffuse da Istat, la popolazione regionale risulta in crescita ma il saldo naturale è sempre negativo (le morti continuano a superare le nascite) e l’incremento è tutto legato al saldo migratorio sia interno sia, soprattutto, estero (cioè dalle altre regioni italiane e dall’estero). Rimane la tendenza all’invecchiamento, seppur attenuata grazie alla maggiore fecondità e a una struttura d’età più giovane degli stranieri, sempre più numerosi.
Nello scenario centrale, che è quello considerato più plausibile dall’Istat, la popolazione dovrebbe raggiungere 4.918.624 unità nel 2031 e superare i 5 milioni e 200mila individui nel 2051, con incrementi rispettivamente del 14% e del 24% sul 2007.
Gli stranieri triplicherebbero la loro presenza raggiungendo le 975.598 unità nel 2031 per arrivare a superare il milione e 300mila nel 2051, con un’incidenza sulla popolazione complessiva pari a circa il 20% nel 2031 e al 25% nel 2051.
L’indice di vecchiaia risulterebbe in diminuzione nel breve periodo attestandosi attorno ai 167 anziani ogni 100 giovani per gli anni 2011-2015 per poi tornare a salire e fermarsi a 200 nel 2031 e a 236 nel 2051, con un andamento determinato dall’entrata nelle età anziane delle consistenti coorti di nati attorno agli anni Sessanta. Ultima previsione, l’aumento del rapporto tra anziani e adulti in età lavorativa, destinato a raggiungere il valore di 43,1 nel 2031 e di 56,4 nel 2051.