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Piano sociale e sanitario

Il nuovo welfare e gli strumenti della programmazione regionale

Presentato in Regione il Rapporto di analisi sui Profili di comunità e sugli Atti di indirizzo e coordinamento triennali della Conferenze territoriali sociali e sanitarie.

15/12/2009
Bologna

In occasione dell´incontro in Regione di oggi "Il cantiere del nuovo welfare" (dalle 9,30 alle 13) viene presentato il rapporto di analisi "I nuovi strumenti della Programmazione regionale: la sfida del Profilo di comunità e dell´Atto di indirizzo e coordinamento triennale", a cura del Servizio Programmazione e sviluppo dei servizi sociali, Promozione sociale, Terzo settore, Servizio civile. L´analisi è stata condotta sui documenti prodotti dalle Conferenze territoriali sociali e sanitarie. L´incontro di oggi è con i tecnici che a vario titolo hanno contribuito alla costruzione e all´elaborazione dei Profili di comunità e degli Atti di indirizzo.

Una foto della regione: dalla demografia al lavoro, dagli anziani ai disabili, dai minori alla famiglia. E poi un altro scatto per fissare punti di forza e di debolezza della comunità regionale, per ritrarre il modo in cui i servizi stanno rispondendo, territorio per territorio, all’evoluzione della società e dei suoi interpreti, per costruire, grazie ai nuovi strumenti di programmazione, un welfare a misura dell´Emilia-Romagna del futuro che sappia integrare sempre più efficacemente politiche sociali e politiche sanitarie. Scattare queste immagini è il compito del volume che la Regione ha realizzato sintetizzando i Profili di comunità e gli Atti di indirizzo triennali elaborati nei mesi scorsi dalle Conferenze territoriali sociali e sanitarie.

Come ci si arriva? Il nuovo sistema integrato di programmazione prevede alla base un atto della Regione, il Piano sociale e sanitario, che ha durata triennale. Tenendo conto delle priorità, le Conferenze territoriali elaborano - in base anche ai risultati emersi dal Profilo di comunità - l´Atto di indirizzo e coordinamento, sempre triennale. Da questo discendono due atti: il Piano di Zona elaborato in sede di Comitato di Distretto (che si concretizzerà con un Programma attuativo annuale) e il Piano attuativo locale redatto dall´Ausl (che si concretizzerà a sua volta con il Piano annuale delle azioni e budget). I Profili di comunità e gli Atti di indirizzo triennali svolgono dunque il ruolo di cerniera tra la programmazione regionale e quella territoriale.

Obiettivo prioritario, la persona con i suoi bisogni inserita all’interno di una rete di servizi. E fondamentale, per rispondere ad una domanda sempre più complessa, diventa quindi il livello dei Profili di comunità e degli Atti di indirizzo triennali, il cui processo di costruzione ha consentito di attivare sinergie, relazioni, capacità organizzativa dei territori, valorizzazione delle buone pratiche. Un lavoro che ha già saputo mettere in luce alcuni elementi critici, dalla consapevolezza del ruolo ricoperto dai diversi attori ai tempi necessari per sviluppare processi più partecipati da tutte le forze sociali, dalla tipologia di dati da raccogliere alla loro lettura fino all’interpretazione delle informazioni.

"In questi anni - spiega l´assessore alla Programmazione delle politiche sociali Anna Maria Dapporto - abbiamo messo mano a una grande riforma del welfare regionale, mettendo in campo novità di assoluto rilievo, come il Piano sociale sanitario, il Fondo per la non autosufficienza, le nuove norme per l´accreditamento". Novità che hanno avuto, tutte quante, due punti in comune. "Abbiamo innanzitutto posto - spiega l´assessore - la persona al centro del nostro orizzonte". E per far questo - seconda innovazione decisiva - è stato necessario dotare il sistema di strumenti di raccordo. "Abbiamo realizzato - prosegue l´assessore - un sistema che potesse mettere in campo una rete di servizi adeguati ed efficaci attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti e l´integrazione di tutti gli attori e delle risorse in campo".

Nello specifico, sono undici le aree che il volume mette a fuoco per raccontare raccontare i servizi che configurano il welfare emiliano-romagnolo, dall´immigrazione alla casa, dalla sanità all´educazione, dalla cultura al lavoro.

Nel corso dell´incontro di oggi, la presentazione del rapporto sarà seguita dagli interventi di alcune realtà territoriali come Ravenna, Cesena, Bologna e Parma.


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