08/02/2010
Bologna
Dieci laureati di origine straniera diventano “mediatori museali” e fanno dell’arte un veicolo di integrazione per famiglie di immigrati e una chiave di ingresso all’isolamento delle realtà più chiuse. A Bologna nasce una nuova figura di educatore per introdurre le comunità straniere al ricco e multiforme patrimonio artistico e storico del capoluogo felsineo, un modo intelligente e socializzante per far incontrare due dimensioni fondamentali dell’identità di una città: la sua cifra culturale e il suo mix di anime e caratteri.
"L´integrazione e l´inclusione sociale in concreto passano anche da qui- sottolinea Khadija Madda, presidente dell´associazione Italo Calvino, che ha
ideato il progetto-. Far entrare gli immigrati nei musei, far conoscere la storia della città dove vivono e lavorano, è un´occasione per farli sentire più a casa".
Grazie ad un’idea dell’associazione culturale Calvino realizzata con un contributo della Fondazione Del Monte e il patrocinio del Comune di Bologna, attraverso il bando “Benventui a Bologna città della cultura” una “squadra” selezionata internazionale di aspiranti guide va a lezione d’arte locale (40 ore di un corso pilota che terminerà a maggio con una tesina finale) per una “full immersion” con curatori ed esperti del settore tra Museo Archeologico e Museo Medievale, Museo del Risorgimento e Museo del Patrimonio industriale, fino a quello della Musica e alle collezioni di Palazzo d’Accursio, al Davia Bargellini e alla Madonna di San Luca. Un’esplorazione densa e coinvolgente tra palazzi storici e raccolte, un corso originale che assegna all’arte il compito di veicolare pratiche di inclusione e di riconoscimento reciproco.
L´associazione Italo Calvino, attiva già dal 1993 con corsi, seminari ed eventi pubblici, si propone di favorire lo sviluppo culturale della comunità contrastando ogni tipo di discriminazione economica, sociale e di genere.