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Carta docente, riconosciuto il bonus di 500 euro anche agli insegnanti precari

Continuano a susseguirsi le sentenze favorevoli per i docenti precari che hanno deciso di ricorrere per le vie legali al fine di ottenere la carta del docente. Sempre più tribunali, infatti, stanno accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Salvatore e Andrea Giannattasio di Giustizia Scuola in merito all’ottenimento del bonus di 500 € anche per gli insegnanti precari.  Tutto ciò sulla scorta di una sentenza del Consiglio di Stato – la n. 1842 del 16 marzo 2022 – la quale ha “imposto” all’amministrazione scolastica l’obbligo di far sì che tutto il personale docente possa ottenere un congruo livello di aggiornamento professionale e di formazione.

Cos’è la Carta Docente?

La Carta docente, per l’appunto, è uno strumento introdotto dall’art. 1 c. 121 della Legge 107/2015 che è stata predisposta “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali”. La somma corrisposta consente di acquistare tutta una serie di materiali come: libri di testo (anche in formato digitale); hardware (pc, tablet, notebook ecc.); software per la didattica; iscrizione a corsi di formazione per la qualificazione delle competenze professionali e attività di aggiornamento con enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito; iscrizione a corsi di laurea; titoli di accesso per musei, mostre, eventi culturali, rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Strumenti che si rivelano necessari alla formazione e all’aggiornamento professionale dei docenti al fine di garantire la qualità dell’insegnamento fornito agli studenti.

Perché partecipare al ricorso Carta Docente?

Tale garanzia corrisponde al canone di buona amministrazione e non può essere affidato esclusivamente al personale docente di ruolo in virtù di contratti a tempo indeterminato; ma anche al personale definito “precario”, in forza in gran numero nelle scuole pubbliche italiane, che concorre alla realizzazione del buon andamento della pubblica amministrazione.

Regolamentazione per i Docenti Precari

In molte circostanze, i docenti precari potrebbero non riuscire a godere delle loro ferie a causa del contratto a termine o dell’impegno lavorativo che viene prolungato per fare fronte alle esigenze scolastiche. In questi casi, viene meno la possibilità di godere del periodo di riposo e recupero fisico e mentale che le ferie rappresentano. Per compensare questa perdita, la legge prevede una forma di indennizzo per le ferie maturate e non godute.

Indennizzo per le Ferie non Godute

L’indennizzo per le ferie non godute rappresenta una forma di compensazione per il lavoratore che non ha potuto usufruire del suo diritto al riposo. Il calcolo dell’indennizzo si basa sulle giornate di ferie maturate e non utilizzate e sull’ultima retribuzione percepita dal lavoratore. Questo permette di ottenere un equo risarcimento per il mancato godimento delle ferie.

In conclusione, se sei un docente precario e non hai potuto godere delle tue ferie, ricorda che hai diritto a un indennizzo. Questa è una misura importante per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire che tutti possano beneficiare del riposo che meritano dopo un anno di lavoro. Non esitare a rivendicare i tuoi diritti e a richiedere l’indennizzo per le ferie non godute.

Come si fa a prendere parte al ricorso Carta Docente?

Lo Studio Legale di Giustizia Scuola, che da anni si batte per i diritti del personale scolastico, propone ai docenti che abbiano svolto negli ultimi 5 anni supplenze, fino al 30 giugno o al 31 agosto, di presentare ricorso per l’ottenimento del beneficio economico di euro 500,00 annui, fino ad un massimo di euro 2.500,00.