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Come scegliere tra un RTD PT100 e un PT1000?

Sono molti i settori in cui è fondamentale misurare con precisione la temperatura: in alcuni casi, è alla base di un processo di produzione, mentre in altri deve essere tenuta costantemente sotto controllo per evitare danni a macchinari o attrezzature.

Tra tutti i dispositivi presenti sul mercato, sono molto diffusi e apprezzati i rilevatori di temperatura a resistenza, detti anche RTD, dall’inglese Resistance Temperature Detector. Si tratta di termometri e sonde che sfruttano il fenomeno della variazione della resistenza del conduttore di cui sono realizzati per misurare la temperatura di ambienti, liquidi o superfici.

Ma gli RTD non sono tutti uguali. In questo articolo, vediamo quali sono le differenze che intercorrono tra le sonde PT100 e quelle PT1000, i vantaggi e gli svantaggi di ciascun modello e le applicazioni più comuni di entrambi.

Cosa significa PT100 e PT1000

I rilevatori di temperatura a resistenza (RTD) possono essere classificati in base al tipo di metallo con cui sono realizzati e alla loro resistenza quando esposti a una temperatura di riferimento. Il nome del sensore installato su un termometro o una sonda fornisce informazioni su entrambe queste caratteristiche.

Leggendo l’acronimo PT100 (il sensore RTD più comunemente utilizzato) possiamo capire che è fatto di platino (il cui simbolo chimico è, appunto, “Pt”) e che il suo valore di resistenza a 0°C è 100 Ω. Al contrario, un sensore PT1000, anch’esso in platino, ha un valore di resistenza di 1000Ω a 0°C.

Come scegliere tra PT100 o PT1000?

Gli RTD PT100 e PT1000 sono disponibili in un intervallo di tolleranze simile ed entrambi possono avere coefficienti di temperatura simili, a seconda della purezza del platino utilizzato nel sensore. Per tolleranza, si intende la precisione con cui il sensore può misurare la temperatura definita dalla relativa norma IEC.

Quando si confrontano PT100 e PT1000 in termini di resistenza, è fondamentale tenere presente che le letture dei valori di resistenza per i dispositivi PT1000 sono dieci volte superiori rispetto alle letture dei valori di resistenza di una sonda PT100 alla stessa temperatura.

Per la maggior parte delle applicazioni, i sensori PT100 e PT1000 possono essere utilizzati in modo intercambiabile, ma ci sono casi in cui una sonda PT1000 può rivelarsi più precisa.

I vantaggi di una sonda PT100

I sensori PT100 sono usati nelle università e nei laboratori, così come in numerose applicazioni industriali e commerciali e sono installati su una vasta gamma di rilevatori di temperatura diversi.

Generalmente, sono più adatti alle configurazioni di circuiti a 3 e 4 fili rispetto a quella con soli due fili. Ciò è dovuto a un importante principio di funzionamento del sensore PT100: poiché la resistenza è considerevolmente inferiore rispetto a quella di un sensore PT1000, la resistenza indesiderata dei cavi e dei connettori avrà un effetto distorsivo maggiore sulle misurazioni della resistenza complessiva, poiché comprenderà una percentuale maggiore della resistenza totale misurata nel circuito.

Vantaggi dei sensori PT1000

I sensori PT1000 sono adatti per l’uso in applicazioni con configurazioni di circuito a 2 fili a causa dell’effetto trascurabile della resistenza sulla misurazione.

Poiché il sensore PT1000 ha una resistenza molto maggiore, l’effetto distorsivo della resistenza nei cavi è complessivamente meno significativo poiché costituisce una percentuale minore della resistenza totale nel circuito.

Gli RTD PT1000 permettono di misurare un valore di resistenza più elevato con una corrente inferiore: consumano meno energia, producono meno calore e sono quindi meno soggetti anche ad errori causati dal riscaldamento dello strumento durante il funzionamento.

I rilevatori di temperatura a resistenza PT1000 sono comunemente utilizzati per i macchinari di refrigerazione, riscaldamento e ventilazione, nel settore automobilistico e nell’ industria meccanica.