Hai-sempre-voluto-sapere-come-fare-un-timelapse-timelapselab
Cultura Digitale

Hai sempre voluto sapere come fare un timelapse?

Se la risposta è sì, allora sei nel posto giusto, perché stiamo per immergerci nel mondo del timelapse che si usa anche nel monitoraggio cantieri, e rispondiamo a un po’ di domande comuni riguardo l’argomento.

Come fare un timelapse? Scoprilo, continuando a leggere.

Timelapse: cosa si intende

Il timelapse è una tecnica molto usata al cinema, ma anche in pubblicità  e, soprattutto, nei documentari. Il suo scopo è rendere le immagini più veloci del normale, per dare l’impressione del tempo che passa. Hai mai visto quegli appostamenti nella savana che durano giorni, per scoprire le abitudini di caccia dei leoni? Ebbene, quando vedi la giornata scorrere in pochi secondi, dal mattino alla sera, proprio lì hai appena assistito a un timelapse. Lo stesso capita al cinema: per mostrare il passare non solo dei giorni, ma anche dei mesi o degli anni, si velocizza, ad esempio, il ciclo di vita di una foresta e il suo passaggio dal verde della primavera al rosso/arancione dell’autunno, il tutto in pochi istanti.

Adesso, penserai che per fare un timelapse ci voglia una stuolo di professionisti: al contrario, lo puoi fare anche tu a livello amatoriale, con le attrezzature e i software giusti.

Strumenti e software utili per fare un timelapse

Lo strumento fondamentale per fare un timelapse è la fotocamera. Grazie ai progressi tecnologici, ci sono addirittura film a basso budget che possono essere interamente girati con fotocamere, che oggi hanno prezzi accessibili. Una volta selezionato lo strumento, bisogna decidere il soggetto e piazzare la camera su un treppiede: considera che per girare un timelapse può volerci anche molto tempo e un sostegno che mantenga la camera immobile è importantissimo. è vero che l’inquadratura può essere rimaneggiata durante montaggio e post-produzione, ma perché non risparmiarsi un lavoro che non è strettamente necessario, se partiamo subito col piede giusto?

Dal momento che il girato è necessariamente lungo, è determinante avere una memory card molto capiente e possibilmente libera. Per non appesantirla troppo, puoi provare a utilizzare formati come il JPEG, che permettono di risparmiare anche il 60% dello spazio, se paragonati al formato RAW, che produce foto di alta qualità , ma decisamente pesanti. Inoltre, il formato JPEG presenta un altro non trascurabile vantaggio: la post-produzione richiede molta meno elaborazione, rispetto a quella di un formato RAW.

Per quanto riguarda la messa a fuoco, quella manuale ti consente di evitare il fenomeno del flickering, cioè il fastidioso sfarfallio. Il liveview dello schermo della fotocamera ti permette di controllare la messa a fuoco nel modo migliore, anche in modalità manuale. Scegli l’ISO adatto, possibilmente non automatico e non dimenticare mai di bilanciare il bianco, per non avere sorprese in post-produzione. Per fare un buon timelapse, non bisogna trascurare la velocità  di scatto: più è alta, meno il risultato sarà fluido. Per questo, il valore consigliabile per un timelapse professionale è quello con un’esposizione che sia inferiore alla metà dell’intervallo tra uno scatto e l’altro. Grazie, poi, all’intervallometro, sarà  facile impostare queste immagini da scattare e il tempo tra una e l’altra.

Infine, vogliamo darti qualche consiglio per fare un timelapse, scegliendo i software più adatti. Ad esempio, potresti utilizzare Lightroom, After Effects e LRTimelapse, che ti permettono di montare le tue fotografie in modo fluido e senza soluzione di continuità . Ma se preferisci non investire in software costosi, ne trovi anche di gratuiti: ad esempio, VLC (lo stesso con cui puoi guardare video e film), grazie al quale puoi caricare i tuoi fotogrammi e impostare la velocità che vuoi per fare il timelapse perfetto!

Che aspetti: corri subito a procurarti tutto quello che ti serve e inizia oggi a pensare al tuo prossimo timelapse. Leggi anche l’articolo:

Respirazione orale: perché è importante curarla